
Sì, il counselor può lavorare con l’ansia, ma con alcune importanti distinzioni.
📌 In che senso può lavorare con l’ansia
Il counselor può:
- aiutare la persona a gestire situazioni di stress, preoccupazioni e stati ansiosi legati a momenti di vita;
- lavorare su consapevolezza, emozioni, risorse personali e strategie di coping;
- sostenere la persona nel migliorare il benessere e l’equilibrio emotivo;
- accompagnare in percorsi di sviluppo personale, orientati al “qui e ora”.
Si tratta di un lavoro non clinico, basato sull’ascolto, la relazione, tecniche comunicative, empowerment e sostegno.
Se vivi in una o più situazioni precedentemente indicata possiamo lavorare insieme per migliorare le tue difficolta. Chiamami al 📞 Chiama 💬 WhatsApp. Sono il Counselor Dott. Cesare Martino ed opero il Lecce e Provincia
📌 Limiti importanti
Il counselor non può diagnosticare né trattare disturbi d’ansia clinici, come:
- disturbo d’ansia generalizzato,
- attacchi di panico,
- fobie,
- OCD,
- PTSD, ecc.
In presenza di sintomi clinici rilevanti, il counselor dovrebbe:
- inviare o collaborare con psicologi / psicoterapeuti / medici.
📌 Quando il counselor è indicato
- ansia situazionale (es. lavoro, relazioni, cambiamenti),
- insicurezza, agitazione, preoccupazioni,
- stress quotidiano,
- difficoltà a gestire emozioni o pensieri ricorrenti non invalidanti.
📌 Quando serve una figura clinica
- sintomi intensi o ricorrenti,
- compromissione della vita sociale o lavorativa,
- attacchi di panico frequenti,
- comportamenti evitanti marcati,
- uso di farmaci o necessità di una diagnosi.
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